Il cantiere aperto del Piano Strategico della Provincia del Sulcis Iglesiente

7 maggio 2026


Il percorso di costruzione del Piano Strategico della Provincia del Sulcis Iglesiente prende forma attraverso un’identità temporanea pensata come dispositivo aperto: non un marchio definitivo, ma un sistema visivo e narrativo capace di accompagnare la fase di ascolto, ricerca e progettazione condivisa.


Al centro del progetto ci sono due parole: Giacimenti e Nutrimenti.

Giacimenti richiama la memoria profonda del territorio: la storia mineraria, le tracce depositate nel paesaggio, le stratificazioni culturali, sociali e produttive che hanno costruito l’identità del Sulcis Iglesiente. Ma il termine non viene assunto solo nel suo significato materiale. A partire dalla sua radice etimologica — “giacere”, stare, trovarsi, abitare un luogo — e dal suffisso “-mento”, che indica azione o risultato, il giacimento diventa uno “stare con scopo”: una presenza attiva, una risorsa da riconoscere, rileggere e rimettere in movimento.

Nutrimenti apre invece alla dimensione generativa del progetto. Rimanda al nutrire, all’allevare, al far crescere: alla capacità di un territorio di alimentare nuove possibilità, nuove economie, nuove forme di abitare e nuovi immaginari. Se Giacimenti guarda alle profondità della memoria, Nutrimenti guarda alle condizioni del futuro: ciò che può ancora crescere, essere coltivato, trasmesso e trasformato.
In questa oscillazione tra memoria e prospettiva, tra ciò che è depositato e ciò che può germogliare, prende forma il senso del cantiere: un processo che non parte da un’immagine predefinita del territorio, ma dalla raccolta delle sue tracce, dei suoi oggetti, dei suoi simboli e delle sue storie.

Anche il sistema di identità visiva nasce da questa logica. La mappa, le coordinate, gli assi cartesiani, le immagini raccolte, gli oggetti quotidiani e i segni del paesaggio diventano elementi componibili di una scrittura visuale in continua evoluzione. Ogni elemento — una pietra, un oggetto domestico, una pianta, una grotta, un rito, un frammento di memoria — può essere letto singolarmente, ma acquista nuova forza quando viene accostato ad altri.

Il progetto visivo funziona così come un archivio dinamico: un luogo in cui immagini e simboli vengono aggregati per rendere visibili relazioni semantiche spesso invisibili. L’identità del Sulcis Iglesiente non viene raccontata attraverso un solo segno, ma attraverso un sistema di connessioni: tra memoria mineraria e biodiversità, tra archeologia e lavoro agricolo, tra paesaggi interni e coste, tra saperi locali e nuove forme di vita.

Il cantiere aperto del Piano Strategico diventa quindi uno spazio di ricerca e costruzione collettiva: un modo per interrogare il territorio, riconoscerne i giacimenti culturali e trasformarli in nutrimenti per il futuro.